I Papi e l’Inquisizione

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I PAPI  e lo sviluppo dell’INQUISIZIONE

Nel IV secolo Costantino fece un concordato con la chiesa cattolica e la fece religione privilegiata, il successore Teodosio I la fece unica religione di stato, cioè volle lo stato confessionale e introdusse il monopolio religioso per legge; per Costantino la religione era una questione politica, egli voleva l’unità contro le divisioni dei pagani, perciò, tramite tribunali speciali, si sforzò di eliminare le eresie; quindi la prima forma di Inquisizione risaliva a lui, egli diresse anche i primi concili dei vescovi, comunque, allora Costantino seguiva il sistema accusatorio romano invece che quello inquisitorio cattolico, nato nel 1200.

La santa inquisizione è chiamata santa come i libri sacri, non perché ispirati da Dio, ma perché custodi e depositari ne erano i sacerdoti, separati dai popoli e visti come santi nei loro templi o chiese; il popolo era ignorante e analfabeta e la sua mancanza di consapevolezza ne favoriva la gestione politica.

Lucio III (1181-1185) fu l’iniziatore dell’Inquisizione, nel 1185 l’imperatore Federico I Barbarossa, per favorire una possibile l’alleanza tra trono e altare, previde la pena di morte per l’eresia; Innocenzo III (1198-1216) compì un altro passo per rendere operativa l’Inquisizione; i tribunali dell’Inquisizione furono inaugurati ufficialmente dal concilio di Tolosa del 1229, sotto Gregorio IX (1127-1241), il quale affermava che anche Dio era stato inquisitore, perché aveva cacciato Adamo ed Eva dal paradiso.

Gregorio IX, con un editto, stabilì che i beni degli eretici andavano divisi tra delatori e autorità, le dimore degli eretici erano distrutte, come le case e le città dei nemici di guerra; chi nascondeva gli eretici riceveva pene pecuniarie e corporali e perdeva i diritti civili.

Nella caccia agli eretici, il papa obbligò il senato romano a prestargli il braccio secolare, questo era esecutore dei giudizi dei tribunali ecclesiastici, a questa procedura poi si conformarono le potestà dei comuni ed i principi nell’impero. Alcuni combattevano gli eretici per salvarsi l’anima, altri per interessi patrimoniali, ci furono tante delazioni; l’imperatore Federico II (1194- 1250) emanò leggi contro gli eretici e introdusse l’Inquisizione anche in Germania.

Nel 1231 papa Gregorio IX nominò inquisitori a Roma, a Firenze e in Linguadoca; fondò un’Inquisizione papale accanto a quella dei vescovi, affidandola ai domenicani, che esercitarono la loro opera omicida in tutta Europa, particolarmente in Spagna, Italia e Francia meridionale; nel 1234 Gregorio IX canonizza Domenico di Guzman (1170-1221), che combatté gli albigesi e fondò i domenicani, chiamati dal popolo i cani del Signore.

Gregorio IX affidò i processi a domenicani e francescani, i conventi francescani furono dotati di prigione, i primi ergastoli, speciali celle, nacquero lì; l’Inquisizione diventò anche corpo di polizia e di repressione; Innocenzo IV (1243-1254) approvò il ricorso alla tortura.

I territori della cristianità furono divisi in distretti, ad ogni distretto fu assegnato un inquisitore, i predicatori promettevano indulgenze a chi abiurava e a chi avesse fatto il delatore. Gregorio IX, Urbano IV, Bonifacio VIII e Clemente V (secoli XIII – XIV) introdussero il processo sommario inquisitorio senza avvocati.

Filippo IV il Bello re di Francia (1268-1314), attirato dai loro tesori, chiese al papa di sciogliere l’ordine dei Templari, facendoli condannare dall’Inquisizione come eretici. Tuttavia le speranze del Filippo il Bello fu in parte deluse, perché il papa trasferì i beni immobili dei templari, non posseduti in Francia, ai cavalieri ospitalieri di San Giovanni ed ai domenicani, mentre i templari sopravvissuti trasferirono altri beni mobili in Portogallo e in Scozia. Il gran maestro dei templari Giacomo di Molay fu condannato al rogo dall’Inquisizione, assieme ad altri templari, altri templari fuggirono o aderirono ad altri ordini.

Nel XIV secolo l’Inquisizione dava la caccia ad un’organizzazione segreta anarchica “I Fratelli del Libero Spirito” che, mischiando religione a politica, si diceva volesse abbattere lo stato (“la storia dei Templari” di Malcolm Barber – Piemme Editore).

Giovanni XXII (1316-1334), con l’Inquisizione, perseguitò i francescani spirituali o fraticelli minori, che volevano tornare all’umiltà dell’origine del cristianesimo, e nel 1318 ne fece bruciare diversi a Marsiglia; Innocenzo VI (1352-1362) approvò questi i processi agli spirituali. Nel 1400 nella Francia del nord, a perseguire le streghe, furono i tribunali laici dello stato, istigati dalla Chiesa, perché non vi operava più l’Inquisizione.

Paolo III (1534-49) utilizzò l’Inquisizione contro i protestanti, utilizzando la Compagnia di Gesù, fondata da Ignazio di Loyola, che nel 1542 rilanciò l’Inquisizione, sottraendone la direzione ai domenicani, i quali però rimasero forti in Spagna ed erano ostili ai gesuiti. Nel 1542 Paolo III fondò un’Inquisizione romana, ispirata a quella spagnola, imponendo la censura e vietando la stampa e la diffusione di libri pericolosi; nel 1545 inaugurò il concilio controriformatore di Trento (1545- 1565).

Paolo IV (1555-1559) ampliò i poteri dell’Inquisizione autorizzandola alla tortura, potenziò l’Inquisizione romana e creò l’indice dei libri proibiti; fece trionfare lo spirito dell’Inquisizione, che dipendeva dal papa e arrivò fino in America latina; nel 1639 in Brasile l’Inquisizione condannò al rogo 81 ebrei, nel 1654 gli ebrei furono espulsi da questo paese.

Pio V (1566-1572) diede impulso all’Inquisizione. I medici erano spinti a costringere l’ammalato in fin di vita a confessarsi; nel 1566 Pio V impose ai medici di non curare chi non si fosse, in tale frangente, confessato; gli studenti di medicina, per addottorarsi, dovevano giurare di rispettare questa norma, in Italia meridionale questa pratica durò fino al 1852. Con Pio V l’Inquisizione toccò il culmine, questo papa festeggiò anche la strage degli ugonotti francesi; sotto Sisto V (1585-1590) il sacerdote rifiutava di assolvere chi confessava i suoi peccati senza denunciare i complici.

Oggi per la Chiesa, che si pone come realtà assoluta e totalitaria, il nemico è il relativismo, Ratzinger afferma che la salvezza si può avere solo con il cattolicesimo; sono tanti i papi conservatori che vengono dall’Inquisizione, l’ultimo è Ratzinger.

L’Inquisizione, nata nel XIII secolo, fu rinominata nel XIX secolo Sant’Uffizio e poi, nel 1965, Propaganda Fide; la rivoluzione francese la spazzò via però, con la restaurazione, Pio IX (1846-1878) la ripristinò, richiudendo gli ebrei romani, emancipati nel resto d’Europa, nei ghetti. Quando all’Inquisizione successe il Sant’Uffizio, questo nel 1866 ammetteva ancora la schiavitù.

Info su Valentina

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