Evoluzione dell’Inquisizione

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EVOLUZIONE DELL’INQUISIZIONE

La Chiesa non voleva che il popolo si scegliesse le proprie credenze, lo voleva obbediente alla fede da essa proclamata; era ostile alle novità scientifiche ed alla ragione ed era a difesa dei pregiudizi, condannò anche Galileo (1564-1642) e lo costrinse ad abiurare. Lorenzo Valla (1406-1457) aveva dimostrato la falsità della donazione di Costantino, fu accusato davanti all’inquisizione, si salvò perché era protetto; Lutero ebbe la stessa fortuna perché protetto dai principi tedeschi.

Le entrate dell’Inquisizione provenivano dalle proprietà confiscate, perciò essa operò per rendere duratura l’istituzione, versava anche grandi somme al tesoro reale spagnolo. Gli inquisitori domenicani, ebbero in affidamento l’Inquisizione, erano investigatori e accusatori, oltre che giudici, e si servivano di una polizia segreta e di delazioni.

Di fronte al tribunale dell’Inquisizione, il sospettato era considerato colpevole se non riusciva a dimostrare la sua innocenza, in contrasto con il diritto romano e germanico. Le prove erano raccolte in segreto, servendosi di delatori e torture, chi collaborava otteneva indulgenze.

L’imputato non aveva diritto al contraddittorio, a volte abiurava, il processo non era pubblico, però massima pubblicità era data alla sentenza ed alla sua esecuzione, allo scopo di ammonire e terrorizzare il popolo; generalmente le sentenze erano eseguite la domenica, giorno di festa, la scomunica di questi eretici prevedeva la confisca dei beni; finché rimanevano in vita, erano dichiarati incapaci di testare e di ricoprire cariche pubbliche; contro gli eretici albigesi si allestì anche una crociata che fece migliaia di morti.

Nel 1478 i domenicani, sotto Sisto IV, contro ebrei e mori, rilanciarono in Spagna il tribunale supremo dell’inquisizione e nel 1542 i gesuiti ripeterono l’operazione anche a Roma. A causa dell’Inquisizione, tanti ebrei furono massacrati e alcune ordinanze ne imposero la reclusione nei ghetti, i domenicani dirigevano l’Inquisizione ed erano i consiglieri di corte; con la controriforma, sarebbero stati sostituiti dai gesuiti in questo ruolo.

A causa Delle lotte per il potere e per interesse, le fazioni o partiti, all’interno e al di fuori della Chiesa, accusavano i nemici d’eresia. Per far funzionare l’Inquisizione, la Chiesa si avvalse del braccio secolare, cioè dello Stato; in Italia l’inquisizione arrivò anche a Milano, Napoli, Firenze, Venezia e fondò confraternite; l’ordine francescano fu sospettato d’eresia e fu costretto a fare ritrattazioni, i valdesi o poveri di Lione furono richiamati, altri furono costretti ad abiurare; tanti italiani, per sfuggire all’inquisizione, si rifugiarono in Germania ed in Svizzera, tra loro erano i valdesi.

Comunque, nel 1582 Elisabetta I d’Inghilterra affermò che era tradimento far passare i sudditi alla religione cattolica, costituì un tribunale speciale anticattolico, una specie d’Inquisizione protestante, accusava i gesuiti di istigare alla disobbedienza, fece dei martiri tra i cattolici; nel 1585 espulse i gesuiti dal paese, del resto, si comportavano così anche i principi cattolici con i protestanti, nessun potente accettava la libertà di pensiero e la libertà di religione.

Elisabetta I fece decapitare, per tradimento, la cattolica regina di Scozia, Maria Stuart, in rapporto con il duca di Guisa di Francia, con Filippo II di Spagna e con Sisto V; Maria era sostenuta dal partito cattolico inglese che la voleva regina d’Inghilterra.

Malgrado il conflitto teologico, l’ostilità e la concorrenza, tra domenicani e gesuiti, i gesuiti passavano per innovatori, un giorno anche loro sarebbero stati superati dai giansenisti francesi; occorre ricordare che, come i francescani, anche i domenicani, che dirigevano l’inquisizione, avevano avuto i loro martiri per mano della Chiesa; il domenicano Girolamo Savonarola, voleva una riforma della Chiesa e nel 1498 fu giustiziato a Firenze, il domenicano Giordano Bruno, era un filosofo panteista, contrario al papa, e nel 1600 fu giustiziato a Roma, il domenicano napoletano Tommaso Campanella era contro Aristotele e voleva una società comunista, fu incarcerato e morì nel 1639.

I tribunali dell’inquisizione erano sottratti all’influenza dello Stato ed erano inviolabili, cioè erano tribunali speciali ed una giurisdizione separata. Il giudizio del tribunale dell’inquisizione era sottratto alla verifica dei tribunali statali, i giudici erano strumenti della Chiesa e le loro sentenze dovevano essere applicate ciecamente dallo Stato. Gli inquisitori avevano dallo Stato le guardie del corpo ed i decreti dell’inquisizione entrarono nella raccolta delle leggi secolari.

Domenicani e francescani n’approfittarono per arricchirsi, con ricatti ed estorsioni, furono perseguite persone a scopo di sfruttamento; per appropriarsi di terre altrui, i nobili ricorsero ai tribunali dell’Inquisizione; papa ed inquisitori trasformarono le pene in ammende a loro vantaggio, autorità secolari e vescovi partecipavano al bottino. Per trent’anni i vescovi di Albi lottarono contro la corona francese per il bottino ricavato dal massacro degli albigesi, per spogliare i loro eredi.

Si spiava e si denunciava, papa Gregorio IX (1227-1241) lodò le donne che denunciavano i mariti ed i figli che denunciavano i genitori; così la vita economica divenne incerta, perché soci e debitori, se erano accusati d’eresia, potevano essere espropriati a danno dei creditori, inoltre, il commercio con gli scomunicati era vietato. Per Gregorio IX gli scomunicati erano tali fino alla settima generazione, perciò non c’era sicurezza nel commercio, per la chiesa di Roma, per la prescrizione dei crimini, erano richiesti cento anni.

Forse fu a causa di questi fatti che il commercio emigrò dall’Italia e si sviluppò in Inghilterra e nei Paesi Bassi, dove l’Inquisizione era meno conosciuta; gli inquisitori fecero di tutto per assicurare la sopravvivenza del loro istituto, con l’Inquisizione ci si poteva arricchire. Per reazione, tanti inquisitori furono assassinati dal popolo, poi furono fatti santi dalla chiesa; per il bottino delle confische, si batterono francescani e domenicani; per le terre da espropriare, i signori cooperavano con gli inquisitori papali.

Gli inquisitori difendevano i loro privilegi e si appropriavano dei beni degli accusati. Una volta riconosciuto colpevole, l’eretico era invitato a ritrattare ed a pentirsi, se non lo faceva era consegnato all’autorità secolare, con la raccomandazione formale di non ucciderlo, in realtà, se n’esigeva l’esecuzione. Era la solita ambiguità della Chiesa; ritualmente e ipocritamente, la Chiesa pregava lo Stato di risparmiare l’eretico, però scomunicava l’autorità che non provvedeva all’esecuzione.

Galileo fu accusato anche di aver scritto in italiano, invece che in latino, dimostrando così di non volersi limitare ad una discussione accademica, riservata ai dotti, ma di voler trascinare nella polemica il popolo. Ecco a cosa serviva il latino e la diffidenza della Chiesa verso la traduzione della bibbia; anche Lutero, come la chiesa di Roma, era contrario alla teoria copernicana, condivisa da Galileo.

L’Inquisizione aggiunse alla paura dell’inferno, quella dei suoi roghi, chi voleva salvarsi doveva fingersi pentito (Galileo) e rinunciare a manifestare le proprie convinzioni; i tribunali dell’Inquisizione davano lavoro migliaia di persone, tra cui delatori, boia, taglialegna, tutti avevano diritto ad una percentuale dei beni dei condannati, assieme a monaci, vescovi e principi.

Nel 1564 l’Inquisizione condannò Andrea Vasali, fondatore della moderna anatomia, perché, sezionando un cadavere, aveva scoperto che all’uomo non mancava la costola da cui era nata Eva. Comunque, fortunatamente, durante il rinascimento, nell’università di Padova, dipendente dal governo veneziano e sottratto all’Inquisizione romana, si sviluppava la ricerca libera, in nome della ragione si negavano i miracoli e l’immortalità dell’anima.

Le pene dell’Inquisizione erano tortura e rogo; al braccio secolare competeva la punizione, accanto al banco di tortura pendeva la croce. A chi portava legna per il rogo era concessa un’indulgenza plenaria, l’esecuzione avveniva in giorni di festa ed il condannato aveva sul capo il berretto dei pazzi.

La Chiesa fece papi diversi inquisitori e nel 1867 santificò Pietro Arbues, crudele inquisitore di Spagna; evitava discussioni con gli avversari, preferendo il ricorso all’Inquisizione, chiedeva obbedienza cieca. La congregazione dell’Inquisizione si trasformò in una polizia segreta al servizio delle lotte di potere all’interno della Chiesa. L’inquisizione operò prima contro eretici, ebrei e streghe, dal 1542 anche contro i protestanti.

Info su Valentina

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